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martedì, aprile 22, 2008 

The crowd called out for more

Ovvero pessimismo e fastidio per il Salone del Mobile, per la sinistra che evapora e la Lega che avanza mentre il cielo si fa scuro.
Pessimismo e fastidio perché alla fine questi artistoidi svedesi e finlandesi e italici e de lo mondo entiero la bellezza l'hanno dimenticata. Dov'è? I colori, la fatica, perché il bello è come un figlio, il piacere dell'idea la pazienza del lavoro il dolore del fuori
la tenacia, ci vuole tenacia, dire di no, decidere, pensare sennò vai a fondo

E gli artistoidi?
Artistoidi in processione a meditare di fronte al nulla che avanza. Stanze bianche con sedie bianche di cartoncino, stanze bianche con posate ikea, stanze bianche con specchi, stanze bianche con stoviglie di polistirolo appese al soffitto e non è uno scherzo. Non è che se entri è una performance chiccasual con una pioggia di forchette sulla tua carne demente
No. E' solo nulla. Quasi un secolo, uniforme e quella che nel 1920 oggi sa di muffa e gli artistoidi lo sanno. Gli artistoidi hanno studiato, dicono. Ma dimenticano,
e fotografano. Flash sorrisi e opuscoli e coglioni superpagati in case bianche bauhaus mentre il poveropoveropovero sanprecario carrozziere di turno di bianco ha solo la morte, sul lavoro.

E io vedo rosso.

azzz...
io ho visto solo quello che era esposto in università e mi piaceva.

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Egocentrica io?

  • Nonsalotto della signora C.
  • Sbadiglio, vegeto e straparlo a Milano.
  • Creativa sarà  tua nonna. Senza offesa.
Il mio profilo peggiore.
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